L’estate 2025 ha portato con sé due importanti novità che riguardano il mondo dell’ICT e della digitalizzazione: l’entrata in vigore dell’AI Act europeo e l’attuazione del DPCM 30 aprile 2025 sulla cybersicurezza nei contratti ICT. Due misure diverse ma profondamente collegate da un obiettivo comune: rendere l’innovazione digitale più sicura, trasparente e responsabile.
L’AI Act: regole chiare per l’Intelligenza Artificiale
Dal 2 agosto 2025 è ufficialmente operativo l’AI Act, il primo regolamento europeo sull’intelligenza artificiale. Si tratta di un testo atteso da tempo, che introduce regole precise per chi sviluppa, distribuisce o utilizza sistemi di IA, con un’attenzione particolare ai modelli generali (GPAI) e a quelli ad alto impatto.
Cosa significa in concreto?
- Maggiore trasparenza: le aziende dovranno documentare i dataset utilizzati e garantire la tracciabilità dei processi.
- Valutazione dei rischi: obbligo di analisi preventiva per identificare e ridurre potenziali criticità.
- Audit indipendenti: i modelli ad alto rischio saranno soggetti a controlli esterni.
- Sanzioni pesanti: fino al 7% del fatturato in caso di violazioni.
Per le imprese ICT, questo significa dover ripensare la governance interna dei progetti di IA, introducendo pratiche di compliance non solo tecniche, ma anche organizzative e legali.
Cybersicurezza: nuovi obblighi nei contratti ICT
Parallelamente, il DPCM 30 aprile 2025 ha introdotto importanti novità sul fronte della sicurezza informatica. Il decreto impone alle aziende che stipulano contratti ICT, soprattutto con la Pubblica Amministrazione, di integrare requisiti dinamici di cybersicurezza.
In pratica, non basta più inserire clausole standard: i contratti devono prevedere aggiornamenti continui, piani di risposta agli incidenti, verifiche periodiche sui fornitori e standard di protezione evolutivi. Un approccio che sposta la sicurezza da adempimento statico a processo vivo, in linea con le minacce informatiche sempre più mutevoli.
Un nuovo scenario per imprese e PA
Queste due novità, lette insieme, delineano uno scenario in cui innovazione e sicurezza non possono più viaggiare su binari paralleli. L’intelligenza artificiale e la trasformazione digitale crescono rapidamente, ma senza un quadro normativo adeguato rischierebbero di sfuggire al controllo.
Per le imprese ICT si apre una doppia sfida:
- Essere conformi alle nuove regole per evitare sanzioni e tutelare la propria reputazione.
- Trasformare la compliance in valore aggiunto, offrendo a clienti e partner garanzie di affidabilità, trasparenza e sicurezza.
In questo senso, chi saprà muoversi per tempo, investendo in processi di audit, risk management e aggiornamento contrattuale, potrà non solo adeguarsi ma anche differenziarsi sul mercato.
Conclusione
L’AI Act e il DPCM 30 aprile 2025 segnano un passaggio storico per il settore ICT: dall’innovazione “senza regole” si passa a un ecosistema digitale più consapevole e responsabile. Una sfida complessa, ma anche un’opportunità per le imprese che vogliono posizionarsi come partner solidi e lungimiranti in un mercato in continua evoluzione.




